
Alla fine non ce l’ho fatta. A resistere intendo.Domenica sono partito con Marzia alla volta di Locarno, in Svizzera, per assistere un’ altra volta al concerto di Roger Waters per la sua ultima data europea del tour
“The Dark Side Of The Moon Live 2006”. Il viaggio di andata perfetto, percorrendo tutte statali per evitare il superpedaggio della autostrada elvetica. Sosta a Luino grazie al consiglio del buon Michelone F., dopotutto non vuoi fermartici nella roccaforte dei celeberrimi conti Luini? (……!)
Passaggio frontiera e arrivo a Locarno, splendido luogo situato sulle rive del lago Maggiore, giusto in tempo per metterci in coda all’ingresso della Piazza dove si svolgeva il
Moon & Stars Festival 2006. Un sacco di gente da ogni luogo, sentivo bestemmiare in francese, tedesco, italiano e svizzero. Il concerto quanto mai particolare in quanto allestito in una

piazza del paese chiusa per l’occasione, due megaschermi,
i portici, i ristoranti ed i chioschetti delle birre : nulla a che vedere con il caos di
certi eventi nostrani (dopotutto sono svizzeri, no?). Ci siamo subito recati nelle prime file in attesa dell’inizio. Altra cosa piacevolmente strana, nessuno spingeva e chi voleva poteva trovare tranquillamente posto sotto il palco a due
metri dagli artisti, nonostante la piazza fosse gremita di un’umanità varia di ragazzini con le magliette dei Pink Floyd e superfreaks di una certa età a piedi nudi sull’acciottolato.Con puntualità svizzera alle 20,30 quando ancora la giornata era chiara e caliente, ecco apparire Roger e la sua band
che presi gli strumenti dopo i saluti di rito, hanno attaccato con “In the Flesh”.Devo dire che nonostante lo abbia visto poco più di un mese fa all’ Arena di Verona, l’effetto che mi ha fatto è stato lo stesso. Sicuramente la coreografia e l’acustica dell’anfiteatro sono tutta un’ altra cosa, ma vedere uno dei pilastri della storia del rock a due metri o poco più è stato davvero emozionante.Il concerto è durato più di due ore e non ha fatto che riconfermarmi che gli anni non hanno minimamente scalfito la vena artistica e geniale di Roger.

Ho apprezzato il fatto che si sia limitato a sussurrare un "to Syd" prima dell'esecuzione di "Wish You Were Here" e non abbia speculato sulla recente dipartita di Barrett, come troppo spesso certi "artisti" fanno in questi frangenti...
Purtroppo è finito tutto troppo in fretta, come tutte le cose belle, e siamo dovuti ritornare verso casa, non prima di aver ingollato un superpanozzo con wurstel bianco, crautazzi ed un quintale di senape. Anche Marzia, nonostante conoscesse poco o nulla di Waters e dei Pink Floyd, era palesemente emozionata e soddisfatta , a tal punto che stava per investire il finanziere che ci controllava in frontiera. Infatti dopo che è riuscito a scansarsi buttandosi di lato ci ha fermato, bestemmiato e fatto passare per benino tutto quanto, anche la busta dei dolci. (Buonasera,la macchina è sua? E lo spinacchio?). Il viaggio di rientro è stato abbastanza surreale, a base di Alberto Camerini mischiato con i Pink Floyd, ma è andato egregiamente : abbiamo tagliato il traguardo di Cogno alle 3 di stamattina.
E oggi, che tutto è passato, non riesco a togliermi dalla testa Waters che, notandomi mentre lo guardavo come un bambino imbambolato e sorridente sotto il palco, mi ha risposto con un cenno della testa ed un sorriso. Ma forse mi sono immaginato tutto…
