Sciùr marescià! Quello lì ammassa la jente! Quello con la vectra, ammassa me, ammassa te, ammassa tutti! (Anonimo)
mercoledì, settembre 20, 2006
Il pensiero debole di Luciana Littizzetto
Donne. Giulive oche giulive. Parti buone delle mele marce che sono gli
uomini. Campionesse mondiali di miopia sentimentale.
Mi rivolgo a voi e in nome vostro supplico. Chiedo e invoco l'abolizione e
il divieto assoluto di vendita dei tanga in Italia.
Uno stato democratico dovrebbe tutelare la salute mentale della femmina.
Dovrebbe farsi carico di sciagure sociali di questa portata. Perché i
tanga, credetemi, sono un vero flagello per i nervi. Sono un colpo basso al
sistema nervoso. Tu prova ad indossare un tanga. Due secondi e sglurb...
non lo trovi più, perché lui va giù, giù, giù, sprofonda come il filo per
tagliare la polenta, si inabissa nel dirupo delle chiappe e sparisce
all'orizzonte. Risucchiato per sempre. Ma io ve lo dico col cuore. Un tanga
inghiottito dalle carni è in grado di togliere la voglia di vivere tutto il
giorno.
Se, la mattina al posto della bella braga ascellare, quella di cotone con
il fiocchettino al centro, quella che era rosa ma col candeggio sbagliato è
diventata tortora, e poi rilavata ha assunto un'inspiegabile tinta ardesia
e si è ammollato l'elastico;
Se al posto della mutanda slandronata in cui ci infili dentro la
canottiera, tiri in basso e ci fai sbucare due belle mezzelune;
Se al posto di tutto questo, indossi spensierata il perizoma, tu sei una
donna rovinata, figlia mia. Sei una femmina finita che passerà tutta la
giornata a disincastrarsi la filura e a suonare col mignolo l'aria sulla
quarta corda di Bach.
Il tanga, lo dico con cognizione di causa, è un'arma di distruzione di
massa.
Il tanga di pizzo poi, quello crivellato di smerli, una vera piaga sociale.
E' proprio lo strazio supremo. Perché è urticante. Pizzica, irrita, punge.
D'altra parte, son anche 20 centimetri di filo spinato in mezzo alle
chiappe. Come indossare un gambo di rosa. Come infilarsi al posto dello
slip un gnocco di cuki alluminio. E l'aggravante è che sti rosicanervi son
pure cari come il fuoco. Minimo 20 euro. Al mercato qualcosa meno, se li
compri di simil legno. Altrimenti 20 euro. Quaranta mila lire per un
cordino. Per uno spaghetto alla chitarra. Ma a me bastano due euro. Ma io
con due euro mi compro un chilometro di corda per le tapparelle e mi faccio
le mutande come i lottatori di sumo.
Ma la tristezza vera consiste nel fatto che mentre noi puciunin, per far le
favolose soffriamo le pene dell'inferno, loro, i maschi, sotto i calzoni
cosa mettono? I boxer. Bastardi pidocchi. I boxer. Mezzo metro di lenzuolo
con il grande cocomero che balla la lambada. I boxer. Una tavella di
maglina molle con la feritoia per le uscite di emergenza. Li odio. Noi
dobbiamo andare in giro con un filo del telefono al posto delle mutande e
loro belli comodi coi mutandoni da Stanlio e Ollio.
Donne. Fulgide stelle che rilucete nel firmamento delle idiote. Non vale la
pena. Non volete desistere?
Allora proverò per voi una pietà infinita.

Thanks to Valeria
 
posted by Molok at 09:37 | Permalink |


1 Comments:


  • At 20/9/06 10:31 AM, Anonymous Anonimo

    Beh, mi sempbra chiaro che non siete obbligate a portarlo...